Dott. Nicola Roberto  Lerario

mentions the Brotherhood of Blessed Gérard in his Tesi di Laurea in Diritto Internazionale

L'attività diplomatica ed umanitaria del
Sovrano Militare Ordine di Malta
ed i suoi rapporti con l'Organizzazione delle Nazioni Unite

We quote from his excellent book with his kind permission:


Capitolo I

 GLI OSPEDALIERI NELLA STORIA

1.1    A Gerusalemme

 Un’adeguata analisi storica delle vicende che nei secoli videro l’Ordine affermarsi quale avamposto della cristianità ai confini del mondo occidentale dell’epoca, con gli innumerevoli episodi di eroismo, le vittorie e meno frequentemente le rovine, le perdite di territori e le acquisizioni, la difesa per più volte contro preponderanti forze d’invasione nemiche in rapporti d’inferiorità al limite del pensabile, le distruzioni e le ricostruzioni di città e fortificazioni, le splendide figure dei grandi protagonisti, ma anche la cura degli ammalati di ogni razza e religione, l’edificazione di ospedali in ogni tempo ed ogni terra abbiano conosciuto, i programmi sanitari attuati in anticipo di secoli rispetto al resto dei paesi più progrediti, la dedizione verso il prossimo infermo, tutto ciò meriterebbe una conveniente esposizione che lascerebbe il lettore stupito ed ammirato nella sua corsa immaginaria verso quel passato luminoso e leggendario.[1] Ma la nostra trattazione, per il tema stabilito, non potrà che tratteggiare solo sommariamente nei suoi cardini la successione degli eventi che videro protagonista l’Ordine dalla Palestina a Roma, transitando per Cipro, Rodi e Malta.

Ed è nella Palestina dell’XI secolo che ha inizio la storia dei Giovanniti, una terra contesa tra gli abitanti cristiani e l’invasore musulmano di un Islam in piena espansione. Le prime notizie che abbiamo sul nucleo primigenio della Sacra Milizia, come più tardi verrà definito l’Ordine contemperando in tale definizione quella duplice natura di cui si accennava, sono incerte e frammentarie. Di sicuro all’epoca della conquista di Gerusalemme da parte dei crociati, il 15 luglio 1099, nei pressi del Santo Sepolcro aveva luogo un ospedale-ospizio condotto da una comunità di monaci che operava secondo la Regola benedettina.[2] L’originario xenodochium fungeva, come l’etimologia del nome indica,  soprattutto da luogo di accoglienza per i peregrini poenitentialis che, muovendo da occidente, raggiungevano i sospirati Luoghi Santi dopo un viaggio caratterizzato da peripezie di ogni genere. Tali passagia o itineraria ultramarina non erano mai cessati dalla prima diffusione del cristianesimo in avanti, e vedevano i loro protagonisti giungere alla mèta – quando vi giungevano – sfiniti, denutriti, sporchi e sovente ammalati; talché da mero ricovero lo xenodochium dovette ben presto mutare forma per poter soccorrere anche gl’infermi. I monaci, che invocano patrono San Giovanni Elemosiniere, sono retti da un monaco benedettino, fra’ Gerardo[3], successivamente beato, ed in occasione della battaglia per la conquista della Città Santa si prodigano così tanto per la cura dei feriti che ricevono l’ammirazione dei crociati tutti e la visita dello stesso Goffredo di Buglione, a capo degli eserciti cristiani. Gerardo chiede volontari per le cure e tra i crociati si fanno avanti quattro cavalieri, tra i quali Raimondo du Puy, signore del Delfinato. Sono i primi appartenenti al nuovo Ordine, che presto prenderanno i voti monastici ed aggiungeranno all’abito nero proprio dei benedettini una croce bianca sulla spalla destra, ridedicandosi a San Giovanni Battista.[4] 

Non tarda ad arrivare il 15 febbraio 1113 la Bolla Piae postulatio voluntatis con la quale Papa Pasquale II riconosce ufficialmente il nuovo ordine (che viene definito Ordo Equitum Hospitaliorum Sancti Johannis Hierosolymitani), rendendolo indipendente dagli Stati occidentali operanti in quelle terre come dalle autorità ecclesiastiche territoriali – ma ponendolo alle sue dirette dipendenze – e riconoscendogli il diritto di mantenere ed impiegare reparti armati e di eleggere la propria guida. Nel 1120 Gerardo muore e gli succede Raimondo du Puy[5], anch’egli in seguito beato, che assume il titolo di “Maestro” al posto di quello di Rettore dell’Ospedale tenuto da Gerardo, detta la prima Regula[6], adotta la croce ottagona quale emblema della Religione[7] e rafforza la funzione militare dell’Ordine, sebbene questo – a differenza di altri Ordini di cavalleria combattenti quali i Templari ed i Teutonici, che resteranno esclusivamente tali[8] – non abbandonerà mai la propria missione assistenziale e caritatevole.[9]

L’Ordine, che presto acquisterà ampia notorietà in tutta Europa, viene interessato da un’improvvisa affluenza di donazioni – anche da parte di diversi regnanti[10]  – compresi alcuni feudi in Occidente ed in Medio Oriente. Tali possedimenti formeranno la base del futuro sistema delle Commende (raggruppate in Baliaggi, a loro volta riuniti in Gran priorati e Priorati e questi ancora costituenti le Lingue), proprietà terriere affidate ad un membro o ad un fiduciario con finalità essenzialmente economiche volte al finanziamento delle attività istituzionali della Milizia. Nel contempo si vanno moltiplicando anche le richieste di adesione alla Religione, accolte, in quanto ordine di cavalleria, esclusivamente tra appartenenti a famiglie di provata nobiltà.

Nei due secoli di presenza in Terrasanta che seguiranno, l’Ordine si distinguerà in modo netto tra tutte le cavallerie combattenti, suscitando a causa del suo valore un acceso odio da parte dei musulmani (tra gli Ospitalieri, il pur generoso Saladino non faceva prigionieri).

La partecipazione delle schiere della Religione alle battaglie per la difesa dei Luoghi Santi e per la liberazione della Palestina sarà costante in tutto il periodo di permanenza crociata in Medio Oriente, da Ascalona ai Corni di Hattin, da Damietta ad al-Mansurah, a Tripoli, ad Antiochia, a Gaza, a Tolemaide, ad Acri. In particolare, agli Ospedalieri fu affidato il presidio di numerose fortezze e castelli fortificati, che avevano la funzione di sbarrare il cammino al nemico in punti strategici; oltre alle famosissime fortezze del Krak (detta, appunto, des Chevaliers) e di Margat, si ricordano quelle di Belvoir, Sare, Bethgibelin, Belmont, Seleucia ed i castelli fortificati di Sidone, Tortosa, Antiochia ed Acri, la futura San Giovanni d’Acri, così ribattezzata dopo la sua conquista in onore del Battista, protettore dell’Ordine[11]. E già allora i Giovanniti si fecero apprezzare per le loro grandi doti di mediazione, sia all’interno delle armate cristiane che nei confronti dei musulmani.

La vocazione assistenziale ed ospedaliera e la nuova funzione combattente resteranno a lungo due aspetti inscindibili della nuova Religione. Alle continue battaglie, che in più di un’occasione decimeranno l’Ordine[12], ed ai ripetuti episodi di valore di cui si resero protagonisti i Giovanniti non furono seconde le opere caritatevoli, nel più puro esempio di pietas cristiana: il primo pensiero dei Cavalieri in tutte le battaglie, in ogni accampamento, in qualunque città venisse conquistata fu sempre l’assistenza ai feriti ed agli ammalati, alleati ed infedeli, senz’alcuna distinzione.


 

[1] Molto felicemente Gentili A., in Prolegomeni sull’etica nell’Arma dei Carabinieri, Laurus Robuffo, Roma, 1995, p. 259: “Le gesta con le quali i Cavalieri di San Giovanni si sono coperti di gloria dal tempo delle Crociate all’età moderna, affascinano chiunque vi si accosti, e si susseguono in stretta simbiosi, anzi in spirito di immedesimazione, con la storia della cristianità, dalla sua lotta di liberazione della Terrasanta, alla difesa dell’Europa. Non può tacersi, anzi, che quasi sempre l’Ordine ha rappresentato la testa di ponte, l’avanguardia estrema della cristianità”.

[2]Il quartiere che si estende dal piazzale del Santo Sepolcro fino alla Via di David, e dai Mercati coperti alla Via dei Cristiani (…) oggi si chiama “Muristan”, parola arabo-persiana che vuol dire “ospedale”.” De Sandoli p. Sabino OFM,  Corpus Inscriptionum Crucesignatorum Terrae Sanctae - The Collection of Crusader Inscriptions in the Holy Land, Studium Biblicum Franciscanum, Gerusalemme, 1974, p. 83.

[3] Una parte considerevole degli storici vede fra’ Gerardo o Gherardo Sasso originario di Scala, presso Amalfi. In sostegno a tale tesi vengono rammentati gli intensi scambi commerciali tenuti nella Palestina dai mercanti della futura repubblica marinara, i loro buoni rapporti con i sultani della dinastia egiziana e le importanti concessioni da questi ottenute per la costruzione di ospizi e chiese in Terrasanta. Secondo altri il monaco sarebbe provenzale di Tune o Tung, o ancora avrebbe avuto come cognome Tonque e sarebbe provenuto dall’isola di Martigues, sempre in Provenza (a tal riguardo, v. Cappelletti L., Storia degli ordini cavallereschi, Arnaldo Forni, Livorno, 1904, p. 37, e Lagleder p. Gérard T. OSB, Blessed Gérard Tonque and his "everlasting brotherhood": The Order of St. John of Jerusalem, da Sovereign Military and Hospitaller Order of St. John of Jerusalem, of Rhodes and of Malta's South African Relief Organisation: The Brotherhood of Blessed Gérard http://smom-za/bgt/bgt_1_2.htm (29.11.2004). L’errata traduzione di un’antica iscrizione che recita “Gerardus tunc Magister”, ove “tunc” sta per “allora”, potrebbe essere all’origine dell’equivoco (così von Lobstein Ven. Balì Fra’ F., Il monachesimo aristocratico e l’Ordine di San Giovanni, detto di Malta, in “Rivista Internazionale”, Roma, 1997, anche su Associazione dei Cavalieri Italiani dell’Ordine di Malta, http://www.acismom.org/Smom/ACTIVITIES/rivista/1997/11/11x.html) (01.12.2004).

[4] I nuovi monaci “ritirati dal mondo, non avevano più altra famiglia se non Gerusalemme, non avevano più altra famiglia se non quella di Cristo; i beni i mali, i pericoli erano comuni tra di loro, e mosi, siccome erano, da una sola volontà, da un solo spirito, così  nelle loro azioni, come nei loro pensieri, parea che una sola persona abitasse in quella magione ove tutti erano uniti. Del rimanente essi viveano assai austeramente, e quanto più la loro disciplina era severa, maggiori attrattive presentava per incatenare i loro cuori. le armi formavano l’unico loro ornamento, né le loro chiese erano già adornate con preziosi oggetti, ma in quella vece vedansi ovunque lance, scudi, stendardi tolti agl’Infedeli. All’avvicinarsi della battaglia, dice san Bernardo, essi armavansi di fede al di dentro, e di ferro al di fuori; e quindi, cnon temendo né il numero, né il furore dei barbari, erano altieri di vincere per Gesù Cristo, o di morire per lui, e credevano fermamente che ogni vittoria venisse da Dio”. J.-F. Michaud, Storia delle crociate, Sonzogno, Milano, 1884,  pp. 143 ss.

 

[5] Una tesi minoritaria vedrebbe, alla morte di Gerardo, una reggenza ad interim da tal non meglio qualificato Pietro da Barcellona, a cui, ancor prima di Raimondo du Puy, succedette tal Fra’ Ruggero. Asserzione esaurientemente esposta in Gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme tra la morte del Beato Gerardo ed il magistero di Fra’ Raimondo du Puy, su Corpo della Nobiltà Italiana – Circolo giovanile, http://www.cnicg.net/ruggero. asp (29.11.2004).

[6] Nel nome di Dio, io Raimondo, servo dei poveri di Cristo e guardiano dell’Ordine Gerosolimitano, col consiglio del Capitolo, con i chierici ed i fratelli laici, ho stabilito questi tre comandamenti nella Casa dell’Ospedale di Gerusalemme. Comando dunque che tutti i fratelli che vengono a servire ai poveri, mantengano, e, col divino aiuto, osservino tre cose promesse a Dio, che sono Povertà, Castità, Obbedienza, cioè che eseguano appieno tutto ciò che sarà loro comandato dal Maestro e vivano senza proprio. Perchè Dio chiederà loro queste tre cose nel giorno del Giudizio. (…)”. Costituzione dell’Ordine dell’Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme, sotto la guida di Fra’ Raimondo du Puy (1120-1160), su http://smom.org.za/rule.htm (29.11.2004).

[7] La croce ottagona, che rappresenta le otto Beatitudini, è peraltro lo stemma della Repubblica di Amalfi, patria di quei mercanti che nella metà del XI secolo ottennero dai califfi fatimidi il permesso di costruire in Gerusalemme una chiesa ed un ospizio, a pochi passi dal Santo Sepolcro, dove è certo che ebbe sede l’Ospedale giovannita. Tale croce – araldicamente croce scorciata biforcata patente – detta da allora di Malta, resterà per sempre il simbolo identificativo degli Ospedalieri.

[8] Sull’esempio dell’ordine giovannita nacquero nello stesso periodo altri tre ordini, costituiti anch’essi da religiosi che per necessità avevano dovuto prendere la spada. L’Ordine del Poveri Cavalieri di Cristo, detto del Tempio (o Templare), fu fondato a Gerusalemme nel 1118 e prestò la propria opera durante tutto il periodo delle Crociate. Ricco e potente, venne accusato di aver praticato in Oriente attività usurarie, di aver stretto rapporti d’affari con i musulmani e di essersi interessato alla loro religione ed alla loro cultura oltre che di aver praticato l’esoterismo e la magia; fu dichiarato eretico e sciolto nel 1307 da Filippo IV di Francia. L’Ordine dell’Ospedale di Santa Maria dei Tedeschi in Gerusalemme, detto anche Teutonico, composto esclusivamente da cavalieri germanici, fu fondato a Gerusalemme nel 1128 e, dopo alterne vicende che videro anche una parte dei suoi appartenenti aderire alla causa protestante, è stato riformato secondo il Diritto Canonico dalla Congregazione dei Religiosi nel 1929 con nuove Regulae che ne accentuano il carattere monastico. Dell’Ordine di S. Lazzaro ci è pervenuto un documento del 1130 che attesta già la sua esistenza. Anch’esso ordine religioso assistenziale, si dedicò particolarmente alla cura dei malati di lebbra; nel 1572 si fonderà con il sabaudo Ordine di S. Maurizio, dando così vita all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ordine dinastico della Casa Reale di Savoia tuttora esistente e le cui distinzioni onorifiche vengono conferite da S.A.R. Vittorio Emanuele IV di Savoia. Ad essi si aggiunge l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, fondato da Goffredo di Buglione all’indomani della liberazione del Sepolcro e per la futura custodia e difesa di questo: attualmente costituisce emanazione della Santa Sede, è retto da un Cardinale Gran Maestro ed ha tra i suoi fini, oltre al rafforzamento della pratica della vita cristiana ed alla propagazione della Fede, il sostegno delle opere della Chiesa Cattolica in Terrasanta. Sulla nascita del modello cavalleresco, v. Cardini F., Modelli di cultura. La formalizzazione dei “Modelli Cavallereschi” come risposta dell’Europa cristiana alla sfida dell’Islam, in AA.VV., Tuitio Europae, Chivalric orders on the spiritual paths of Europe, a cura di de Anna L. G., de Anna P. e Kuparinen E., Turku, University of Turku, 1998, pp. 33 ss.

[9]Dal seno d’uno spedale consacrato al servigio dei poveri e dei pellegrini, si videro uscire molti eroi armati per combattere gli Infedeli. I Cristiani ammiravano nell’istesso tempo l’umanità ed il valore dei cavalieri di San Giovanni, i quali, mentre in parte attendevano alle cure dell’ospitalità, gli altri combattevano contro i nemici della fede”. Michaud, 1884, op. cit,  p. 143. Sui primi anni di vita dell’Ordine v. Melani S., Ospitalieri, monaci e guerrieri. Saggi sui primi secoli di vita dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, Turku, University of Turku, 2002.

[10]Baldovino, che alcuni giorni prima era stato creduto morto (dopo la battaglia di Jaffa, 4 settembre 1101, v. Runciman S., Storia delle crociate, Einaudi, Torino, 1966, ed. 1993, p. 345, n.d.r.), rientrò trionfante in Gerusalemme, e donò una gran parte del bottino agli Spedalieri di San Giovanni, i quali avevano la cura di accogliere i poveri ed i pellegrini (…)”. Michaud, 1884, op. cit., p. 128.

[11] Molto interessante circa la differenza tra Ospitaliere e crociato “tout court”, quanto riportato da Luttrell A., From Jerusalem to Malta: the Hospital's character and evolution, in “Peregrinationes”, Tomo I Anno I, Accademia Internazionale Melitense, Roma, 2000, anche su http://www.acismom.org/pubblicazioni/ Peregrinationes/pag7.htm (29.11.2004), secondo il qualeHospitallers and Templars were not monks, since they did not live in a closed or cloistered community or devote themselves primarily to prayer; liturgically they followed the canonical ordo of seven hours rather than the monastic ordo of nine hours. They were religious who professed the vows of poverty, chastity and obedience according to a Rule approved by the papacy. They took part in many crusades of a certain type but not, technically, as crusaders. The crusade was a holy war but it was not perpetual; it took place for a limited period when, and only when, the pope proclaimed it; it might be directed against the infidel, or against schismatic Christians or, as in the majority of cases, against Latins who were enemies of the papacy. A man who took the vow of the cross could perform his crusading service, receive his indulgence and return to normal life. By contrast, the holy war of the military order was perpetual; it was directed exclusively against infidels rather than Christians; and it did not depend on any papal proclamation. A Hospitaller was not a crusader; he had taken a vow of obedience and was therefore not free to take the crusader vow; the cross on his habit was worn in remembrance of Christ's suffering and was not a crusading cross. The Hospitaller's participation in a crusade was not that of a crusader”.

[12] dopo la seconda perdita di Gerusalemme (1244), gli Ospitalieri sopravvissuti furono 26.

 



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